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Salutogenesi

Negli ultimi cinquant’anni il settore dell’edilizia ha attraversato una profonda e lenta trasformazione caratterizzata da una crescente attenzione alle tematiche legate al risparmio energetico, all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, e al controllo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Solo in tempi più recenti, il mondo della progettazione ha iniziato a sviluppare una più ampia riflessione in merito al comfort e alla qualità della vita delle persone all’interno degli edifici. Se sino ad ora l’approccio è stato generalmente orientato più alla prevenzione dalle malattie che non alla produzione di benessere e salute, una nuova prospettiva sta di recente aprendo interessanti possibilità di rigenerare la progettazione riportando in primo piano i principi legati alla teoria salutogenica di Aaron Antonovsky.  

Il termine salutogenesi è formato dalla parola latina salussalutis = salute, e dalla parola greca genesi = origine, inizio, derivazione. La salutogenesi si occupa quindi delle “cause”, o meglio delle “fonti” della salute. Essa dà avvio ad un nuovo approccio alla salute, con l’obiettivo di andare oltre il modello patogenico, che pensa la salute come assenza di malattia e si concentra sull’insorgenza, la cura e la prevenzione delle malattie.  

Il pensiero salutogenico presuppone, infatti, che tutte le persone siano più o meno sane e più o meno malate: l’obiettivo è capire in che modo un individuo può diventare più sano o meno malato. In questo paradigma la salute è concettualizzata come un continuum  

                                                    salute————-malattia  

in cui ciascuna persona si può collocare in un dato momento della sua vita. Ciò significa che, in qualsiasi punto del continuum una persona si trovi, potrà disporre sempre di risorse e opportunità per spostarsi verso il polo della salute.  

Il concetto di salutogenesi fu sviluppato già negli anni 60 in ambito anglosassone; ma solo in Germania, negli anni 90, esso ha cominciato a essere considerato negli ambienti accademici e nelle politiche sanitarie. In particolare alla fine degli anni 90 l’esplosione dei costi del sistema sanitario e le conseguenti difficoltà finanziarie, hanno favorito a livello internazionale la sensibilità verso un nuovo concetto di salute, la salutogenesi appunto. Secondo questo nuovo approccio la domanda fondamentale non è più: «Quali sono le cause della malattia, e come si possono prevenire?» Bensì: «Quali sono le fonti della salute, come si crea, e come può essere rinforzata?» Nella salutogenesi la ricerca è orientata allo studio dei fattori di salute complessiva, fisica, mentale, sociale e spirituale. Il padre indiscusso dell’approccio salutogenico è Aaron Antonovsky (1923-1994). Egli aveva ricevuto, dal governo israeliano, l’incarico di valutare lo stato di salute delle persone anziane in Israele: per far questo stabilì dei criteri di misurazione della salute dal punto di vista fisico e psichico. Nello specifico Antonovsky aveva studiato l’adattamento alla menopausa di donne di diverse etnie tra cui anche donne sopravvissute ai campi di concentramento. Con stupore aveva rilevato che un gran numero di esse era in buone condizioni di salute psicofisica e dotato di discrete capacità di adattamento, cioè in grado di ricreare la propria vita. La domanda fu allora: “Perché alcune persone in presenza delle medesime gravi condizioni avverse rimangono in buona salute, mentre altre si ammalano? Perché agenti stressanti, anche molto intensi, non sono sempre patogeni? Che cosa mantiene le persone sane? Che cosa fa muovere le persone nel continuum salute-malattia verso il polo della salute piuttosto che verso il polo della malattia?”  

Antonovsky scoprì che non è l’agente patogeno in sé a creare la malattia, ma é nel suo confronto con le Risorse Generali di Resistenza (General Resources of Resistance) che si gioca la partita. Esse si riferiscono alla proprietà di una persona o di una collettività di attuare un coping positivo rispetto ai fattori di stress innati nell’esistenza umana. Le risorse di resistenza sono legate a comportamenti che a loro volta Antonovsky ha organizzato nel costrutto del Senso di Coerenza (Sense of Coherence). Esso si esprime nell’orientamento generale verso il mondo e verso il proprio futuro, nella capacità di comprendere la realtà circostante (dimensione cognitiva), di elaborare il proprio orizzonte di vita (dimensione motivazionale) e di plasmare ogni difficoltà (dimensione comportamentale), ogni fattore di stress o episodi tragici addomesticandoli attraverso molteplici e variegate strategie di resistenza. 

I fattori del Senso di Coerenza sono:  

  • il senso di comprensibilità(Understanddibility): si riferisce alla possibilità di capire ciò che accade nel proprio ambiente e di riordinare gli avvenimenti in un determinato quadro familiare, sociale, politico, ideologico, ecc. Si tratta di una capacità prevalentemente cognitiva. Chi capisce cosa gli sta accadendo riesce ad affrontare meglio le situazioni più difficili.  

  • il senso diaffrontabilità (Manageability): la sensazione di poter esercitare un certo controllo (anche se ridotto, anche se nella fantasia) sugli eventi o nelle situazioni difficili è strettamente legata alla consapevolezza di possedere le risorse (interne o esterne) necessarie per affrontare gli eventi ed è fortemente legata all’autostima. “Avere voce in capitolo“, esercitare un controllo aiuta a vivere meglio e in maniera più salutare.  

  • il senso di significatività(Meaningfulness): scaturisce dalle due facoltà già esposte, include le esperienze di vita personale e spesso anche una visione d’insieme più estesa. È qualcosa che va costantemente ricercato. Il trovare un significato (che va oltre gli aspetti puramente cognitivi) per gli eventi che capitano crea motivazione per affrontare la vita, per combattere e per impegnarsi nelle cose. Nietzsche scriveva: “Chi ha un ‘perché’ può resistere a qualsiasi ‘come’”.  

L’equilibrio tra i fattori che influenzano la salute, sia negativamente che positivamente, condiziona infine il livello di salute: secondo Antonovsky, una persona che possiede un forte Senso di Coerenza (una persona per cui quindi il mondo è ricco di significato, intellegibile, prevedibile, etc.) reagisce alle sollecitazioni percependole come sfide e attiva le proprie risorse di resistenza. Un Senso di Coerenza poco sviluppato porta invece a sentire la sollecitazione come un fardello. “Il Senso di Coerenza è quindi un orientamento globale che esprime la misura di una sensazione di fiducia costante, penetrante e dinamica rispetto al fatto che gli stimoli della vita siano strutturati, spiegabili e prevedibili, che siano disponibili risorse per poter affrontare le sfide che questi stimoli comportano, che tali sfide valgono il nostro impegno e sforzo, perché hanno un significato” (Verena Schmid, 2007). Infine, vi sono evidenze che il Senso di Coerenza è fortemente associato alla salute percepita e in particolare alla Salute Mentale, e predice lo stato di salute (Eriksson and Lindstrom, 2006; Eriksson, 2007). 

Il lavoro di Antonovsky è stato principalmente rivolto ai campi della psicologia della salute, della medicina comportamentale e della sociologia della salute, ma il termine Salutogenesi è stato successivamente adottato anche per descrivere gli approcci contemporanei all’assistenza infermieristica, alla psichiatria, alla medicina integrativa, e all’architettura sanitaria, dove già da anni se ne testano i principi. 

La riflessione in merito al comfort abitativo e ai possibili approcci progettuali mette quindi in evidenza una serie di interrogativi: l architettura è chiamata a soddisfare solo le esigenze funzionali oppure ha la possibilità di contribuire fornendo una risposta più ampia ai bisogni dell’Uomo? Le forme, i colori, l’articolazione spaziale dell’Architettura hanno un rapporto con la vitalità dell’Uomo, con il suo benessere psico-fisico o, addirittura, con lo sviluppo della sua individualità più profonda? Un approccio salutogenico dell’architettura può coadiuvare la creazione di spazi, anche abitativi, volti alla creazione di un ambiente di benessere?  

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