DHOMO MAG

Blog di cantiere: Sonde RHT

Quesito posto dal progetto Dhomo era capire cosa esattamente succeda all’interno delle pareti esterne dei nostri edifici, ovvero come evolva la curva della temperatura e in che condizioni di umidità vivano i materiali interni che generalmente restano nascosti e dei quali quindi non si sa nulla.

Esistono sul mercato diversi sensori di umidità e temperatura, ma non è mai stata pensata una sonda che possa essere posta in opera prima, ed all’interno, del getto dei calcestruzzi o della stesura degli intonaci. È più facile porre in opera la sonda a costruzione finita, ma questo può comportare una serie di imprecisioni nella misura causate dalle conseguenze che la foratura degli elementi comporta nell’inserimento della sonda. Nel progetto Dhomo si è invece voluto porre le sonde tra gli strati durante la costruzione per garantire la certezza di rilevare dati da un punto indisturbato dell’interfaccia tra due strati.

I requisiti imposti da questa esigenza sono sostanzialmente tre:  
– adeguata resistenza meccanica della sonda e protezione dall’ingresso di elementi esterni che inficerebbero la misurazione     
– la sicurezza che il dato di umidità fornito sia quello del materiale e non dovuto a infiltrazioni d’acqua dovute alla posa dei materiali
– la flessibilità nel numero di sensori e disposizione a seconda delle necessità

I sensori utilizzati garantiscono una precisione di ± 2% RH e ± 0.5°C T, sono costituiti da un polimero termosensibile capacitivo e su di essi è già posto un filtro che protegge dall’ingresso di elementi estranei il sensore.

È stato poi appositamente sviluppato un “case” in PLA per proteggere il sensore dal getto di calcestruzzo; questo materiale resiste meccanicamente alle sollecitazioni impresse ed alle aggressioni chimiche. Tra questo case e il sensore è presente una camera d’aria per permettere la misura, il case è sigillato con una resina all’inserzione del cablaggio per impedire l’ingresso di elementi indesiderati dal foro del cavo entrante.

Quando posata in impasti bagnati potrebbe ristagnare acqua sul case a lungo andare. L’acqua così formatasi fa sì che le misurazioni di RH risultino pari a 99.9%. Per risolvere tale problema sono state inserite resistenze elettriche di fianco ai sensori, alimentate lungo la dorsale di cablaggio, che possono essere accese per far evaporare le piccole quantità di condensa ed assicurare che la misurazione torni ad essere corretta.

Per ottenere la necessaria flessibilità sul numero di sensori e sulla disposizione negli strati sono stati spinti al massimo i limiti di lunghezza del cavo modbus (2.5 m di linea principale e 0.2 m per ramo) e sono stati studiati dei sistemi di ammorsamento per i rami di misura che partono dalla linea principale. Essi consistono in un piccolo case che alloggia una scheda ed un morsetto che collega elettricamente il cavo principale a quello secondario, questo case è riempito di una resina apposita per impedire che i cavi nudi vengano esposti ad agenti esterni o si ossidi il PCB. I cavi sono sempre protetti da dovute guaine fissate da resine in corrispondenza dei case di misura o di diramazione.

Infine è stato redatto uno specifico protocollo d’inserimento delle sonde interstiziali per assicurarsi che la posizione di ogni sensore rispecchi il progetto. È stato stabilito un codice colore per le sonde da inserire in successione negli strati e sono state scritte delle indicazioni precise su come posare le stesse nelle successive fasi di lavorazione. Ad esempio alcune sonde sono fissate agli strati tramite l’uso di nastrature traspiranti che le mantengono nella posizione corretta durante la posa di strati successivi, senza alterare la misura rilevata.

 

Quante sonde interstiziali in totale sono state posizionate nel progetto?

Il totale delle sonde interstiziali posate è di circa 90 per un totale di punti di misura superiore a 400, i quali invieranno ciascuno 2 dati per un complessivo di quasi 1000 dati ricevuti ad ogni intervallo di 15 minuti.      
I grafici che ci aspettiamo di ottenere tracceranno l’andamento di temperatura e umidità lungo lo spessore di ciascuna stratigrafia, permettendoci di osservare per quanta profondità vengono assorbiti e trasmessi questi parametri fisici, potendo dunque determinare l’influenza e il comportamento dei materiali posati. È estremamente interessante poter monitorare come le condizioni esterne influenzino l’ambiente interno e ancora di più come le condizioni interne siano gestite dalla stratigrafia per quanto riguarda l’assorbimento ed il rilascio di temperatura e umidità per la gestione del microclima indoor.

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