DHOMO MAG

Dalle miniere di San Romedio un vero esempio di economia circolare

Dhomo è un progetto di ricerca nell’ambito del comfort abitativo e dell’abitare sano con l’ambizioso obiettivo di stabilire scientificamente parametri e soluzioni da adottare per garantire il massimo comfort e benessere all’interno delle abitazioni.

In pochi sanno però che non è questa l’unica sfida che alcuni tra gli attori principali del progetto stanno affrontando. A giocare un ruolo di rilievo tra le aziende locali coinvolte nella parte più operativa del progetto c’è infatti la cordata di imprenditori trentini che dopo un percorso di quasi tre anni è riuscita a salvare le sorti della storica azienda Tassullo, fondata nel lontano 1909 e che a seguito della crisi economica del 2007 e della conseguente crisi di tutto il settore edile, rischiava di essere smembrata e sparire per sempre.

Gruppo Miniere San Romedio, è questo il nome scelto per la società che vede alla presidenza  Matteo Covi e Roberto Covi nel ruolo di Amministratore delegato, ha messo a punto in questi anni un piano industriale che prevede  importanti investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuovi materiali per l’edilizia sostenibile, il rinnovo degli impianti produttivi, una struttura flessibile, team qualificati e qualità dei prodotti naturali realizzati con materie prime selezionate e di origine controllata come la calce e la dolomia del Trentino, destinati all’edilizia sostenibile. 

La miniera di dolomia Rio Maggiore è il principale sito d’estrazione della materia prima inerte, pura e incontaminata, che viene utilizzata per la realizzazione dei prodotti premiscelati ad alta sostenibilità. La miniera ha un ’estensione di 80 ettari, ed è situata in Val di Non, Trentino.

La formazione delle dolomie della miniera risale al Giurassico ed è del tutto analoga a quella presente nelle Dolomiti Orientali ed in quelle Occidentali, entrambe patrimonio naturale dell’Umanità secondo l’Unesco.

Si tratta di un ambiente unico, puro e incontaminato così come puro è il materiale che ne viene estratto e dal quale è nata l’innovativa gamma di prodotti per l’edilizia sostenibile PURO che intende tornare a valorizzare l’originaria qualità dei prodotti della storica azienda TASSULLO, fornendo un prodotto di altissima qualità che non necessita di additivi proprio perché già resistente e altamente performante per natura.

Le proprietà fisiche e di resistenza della dolomia hanno inoltre reso possibile un reale e quanto mai innovativo progetto di economia circolare che permette un vero riutilizzo dei vuoti della miniera. Dopo aver estratto la dolomia, grazie alle moderne tecniche di scavo e alla flessibilità delle lavorazioni, è stato infatti possibile creare celle attualmente utilizzate per la conservazione delle mele della Val di Non.

L’azienda trentina Melinda ha infatti realizzato qui il primo e unico impianto al mondo per la frigo-conservazione di frutta in ambiente ipogeo (cioè sottoterra) in condizioni di atmosfera controllata, a una temperatura costante in tutte le stagioni. Si tratta di un vero frigorifero naturale nascosto all’interno della dolomia, che rispetta l’ambiente e mantiene intatta la qualità delle famose mele Melinda. Si tratta di un’affascinante mondo sotterraneo di gallerie e celle in cui tecnologia e natura collaborano al meglio per il bene delle mele e dell’ambiente. A 300 metri sotto le radici dei meli sono state ricavate 34 celle per la frigoconservazione delle mele. Queste “celle ipogee” consentono di stivare ben 30.000 tonnellate di frutti. Il risparmio energetico calcolato, rispetto alla conservazione in superficie, è di circa 1,9 GW/h che corrispondono all’energia elettrica utilizzata da 2.000 persone in un anno.

La produzione di mele in Val di Non e Val di Sole aumenta di anno in anno. Più mele ci sono, più spazio serve per stoccarle. La soluzione sarebbe potuta essere costruire nuovi magazzini, delle dimensioni equivalenti a decine di campi da calcio. L’idea di sfruttare invece lo spazio già esistente all’interno della miniera ha assicurato un risparmio enorme di termini di sfruttamento del suolo, in termini energetici ed economici. Inoltre le mele beneficiano di un ambiente assolutamente puro e incontaminato dalle condizioni naturalmente ottimali per lo stoccaggio senza l’aggravio di pesanti spese energetiche. La qualità delle mele poi conservate sottoterra e ancora superiore a quelle conservate in superficie», assicura il manager di Melinda.

Un rivoluzionario metodo di conservazione che oggi contribuisce in maniera determinante alla salvaguardia dell’ambiente permettendo:

– La riduzione del consumo di energia (che significa diminuzione dell’immissione di CO₂ nell’atmosfera)

– Un’ importante risparmio idrico, conseguente alla possibilità di usare la geotermia per il raffreddamento dei compressori

– L’eliminazione dei pannelli coibentanti in poliuretano espanso, il cui smaltimento genera forte inquinamento;

– La tutela del paesaggio e del territorio agricolo, evitando di edificare un nuovo grande capannone in superficie;

– L’ottimizzazione di una cavità mineraria esistente, altrimenti inutilizzata.

Un’ esperienza lungimirante che fa pensare che in futuro altre attività potrebbero sfruttare e beneficiare del microclima costante e delle particolari condizioni di resistenza e sicurezza che la roccia dolomia garantisce.

 

 

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